Fare emergere il potenziale di un adolescente, al momento giusto.

Mentoring trasformativo 1 a 1 e workshop

È difficile trovare un aiuto davvero efficace, perché troppo spesso i ragazzi non vengono compresi e visti per quello che sono davvero.

Ci si focalizza su ciò che l’adulto vuole che diventino e in questo modo i bisogni del ragazzo vengono avvertiti come ostacoli da correggere anziché come domande e risorse per crescere. Per sostenerli è necessario cominciare a cercare la specificità e il valore del loro sguardo sul mondo anziché guardarli unicamente dal punto di vista dell’adulto.

L’adolescenza e la giovinezza sono età di frontiera; terra in cui si stanno congedando dalle certezze protettive di “casa” per diventare autori delle proprie scelte e del proprio futuro. è uno spazio visionario, del “mai visto”, pieno di possibilità ma anche di una nuova responsabilità che rende sottile il velo tra il desiderio di successo e la paura del fallimento.

A quell’età sono come esploratori di un mondo interiore sconosciuto, viaggiatori di un viaggio necessario di scoperta di sé, delle proprie capacità, talenti, possibilità; un viaggio che chiede prove, fallimenti, spazi in cui potersi perdere per imparare a ritrovarsi, allenando la libertà e la responsabilità che permette di volere e di agire.

Ma in un mondo iper-strutturato come il nostro, sempre più sovraccarico di input mediatici diversi e spesso contraddittori, i ragazzi devono confrontarsi al contempo con modelli di successo già dati, pre-digeriti, ai quali il mondo adulto chiede di adeguarsi ma che loro, dalla posizione di “esploratori” sentono come estraneo e limitante.

Questo “doppio binario” può risultare contraddittorio, faticoso, perché li tira in due direzioni opposte: da un lato la ricerca del valore dei loro desideri, dall’altro l’accettazione di valori “imposti” come doveri.

Così, dilaniati tra il “voglio” e il “devo”, spesso i ragazzi si vivono come inadeguati, bloccati, in trappola; smettono di agire in un mondo di possibilità e cominciano sempre più a re-agire per sfuggire ad un mondo vissuto come ostile, e perdono la capacità di prefigurarsi un futuro.

La loro attenzione si fissa sul “non voglio”: Non voglio avere l’esperienza del fallimento, non voglio rischiare di fare la scelta sbagliata, non voglio fare fatica, non voglio sentirmi incapace, non voglio fare quello che mi dicono gli altri, e così via.

Così i ragazzi più che imparare ad andare verso il loro successo, imparano a fuggire dalla paura del fallimento, e in questa condizione è impossibile scegliere e perseguire con successo qualunque obiettivo.

La prospettiva da cui li si osserva e gli si chiede di agire e sempre la prospettiva dell’adulto che vive in un mondo frammentato, iper-strutturato, centrato su modelli di successo predeterminati a cui i giovani devono conformarsi; da questo punto di vista l’adolescenza è giudicata come un’età caotica, disordinata, inadeguata, vuota di senso. Ma ci si dimentica che proprio quel vuoto è la loro più grande risorsa: è lo spazio della semina e della raccolta, della creazione di nuove possibilità, di nuove visioni che spesso vanno oltre il già dato, il già fatto.

Se tuo figlio o tua figlia è molto sensibile, ha troppi pensieri, mette in discussione tutto e vuole di più dalle relazioni, dallo studio o dalla vita, può essere molto difficile per loro rimanere centrati ed equilibrati, e far emergere tutto il proprio potenziale.

Spesso ciò di cui hanno veramente bisogno è un’educazione alla vita che rispetta le loro esigenze… Hanno bisogno di imparare a essere CHI SONO ed essere efficaci, in un mondo che non lo rende facile.

Le 7 decisioni critiche per un adolescente

Mille decisioni possibili, ma sono solo 7 quelle che fanno la differenza.

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